astro-archeologia

26th August
2010
written by Il Figlio

documentari egitto streaming, documentario piramidi dei faraoni egizi, civiltà antiche streaming

una raccolta parziale di documentari di vario genere, dalla bbc a national geographic, history channel streaming nonchè indipendenti belli, mediocri…. fino ai poveri e limitati  italiani Angela, il confronto cade ma certe volte le info si completano alla fine di un docuforum così vario…ah se volete aggiungere doc, (a parte voyager che nn vale un gran che e lo si trova dappertutto)….sarà apprezzatissimo.

Documentari in streaming archeo-astrologia                   Gli Egizi E Le Stelle_Documentario

documentario regina egitto                       Egitto – Hatsespsut

documentario templi sacri egitto                 HC egitto Karnak e i sacri templi

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documentario Egitto

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7th November
2009
written by Il Figlio

L’universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima è un libro del fisico Brian Greene pubblicato nel 1999.

Un libro eccezionale, che tutti dovrebbero leggere. Sono raccolte tutte le più grandi idee della fisica del Novecento, punto di arrivo della fisica contemporanea: dalla relatività di Einstein alla meccanica quantistica fino al modello standard e alla teoria delle stringhe, e alla cosmologia.

Il documentario, tratto dal libro , questa costosissima coproduzione internazionale rappresenta lo “stato dell’ arte” nei filmati scientifici, ed è stata commissionata per celebrare i 30 anni di NOVA, una celebre trasmissione televisiva americana.

Tratto da : http://www.ferzip.com

 

Nel primo episodio, “Il sogno di Einstein“, Greene ci introduce nel mondo delle quattro forze fondamentali alla ricerca della teoria del tutto, il Santo Graal della fisica contemporanea, il sogno – irrealizzato – di Einstein, appunto. Nel XVII secolo Newton intuì che la forza responsabile
della caduta di una mela governa anche il moto dei pianeti. Seguirono le equazioni di Maxwell a metà dell’Ottocento: come Newton prima di lui, anche lo scienziato scozzese diede un contributo notevole alle decifrazione del codice dell’universo. Riuscire a descrivere il legame tra elettricità e
magnetismo con quattro equazioni molto semplici è sorprendente o meglio, come direbbe Greene, “elegante”. Poi venne la teoria elettrodebole negli anni Sessanta e ora restano da unificare la relatività generale e la meccanica quantistica. La prima di queste due teorie, proposta da Einstein
nel 1915, spiega perfettamente i fenomeni e gli oggetti su grande scala, come stelle e galassie, mentre la seconda è altrettanto adeguata a descrivere i fenomeni a livello atomico e subnucleare. Ma le due sono ancora in conflitto. Nell’attesa di una soluzione, Greene ci invita a sorseggiare
una bibita allo spassoso “Quantum Cafè”. Grand Prix al XXI Festival Image et Science.

Nel secondo episodio della miniserie, “Riflettori sulle stringhe”, Greene si addentra nel vivo della questione e descrive le stringhe, filamenti di energia vibrante di dimensioni infinitesime: più piccole di un atomo quanto un albero lo è rispetto all’intero sistema solare. Eppure le vibrazioni di
queste minuscole entità originano quarks, elettroni, fotoni e tutte le altre particelle che costituiscono il nostro mondo. Non solo: proprio le stringhe potrebbero essere la chiave per unificare la meccanica quantistica e la teoria della relatività generale. Uno degli aspetti più singolari della teoria delle stringhe è che esse devono esistere in uno spazio di almeno dieci dimensioni spaziali affinché la matematica che le descrive possa essere coerente. Come queste extra dimensioni possano esistere senza che noi ce ne accorgiamo è ciò che intende spiegarci Greene. Con l’avvento dei grandi acceleratori si scoprì un vero e proprio zoo di particelle, tra cui quelle che mediano le interazioni fondamentali. Per le stringhe, la storia cominciò circa quarant’anni fa, quando Gabriele Veneziano costruì un modello matematico del loro comportamento, e non è ancora finita… Grand Prix al XXI Festival Image et Science.

Nel terzo episodio, “Benvenuti nell’undicesima dimensione”, Greene ci spiega la teoria delle stringhe armato di una ciambella e di un caffè. Secondo il modello di Ed Witten, dell’Institute for Advanced Study di Princeton, l’universo ha undici dimensioni e gli elementi fondamentali che lo descrivono sono delle “membrane” vibranti. Wittenha descritto la teoria delle stringhe come “una parte della fisica del XXI secolo, caduta per puro caso nel XX secolo”. Effettivamente, una verifica sperimentale della teoria è così lontana dal poter essere effettuata con le tecniche sperimentali odierne, che non si può in alcun modo ipotizzare se le stringhe esistano o siano solo una fantasia di qualche fisico visionario. Gli scienziati del CERN stanno però mettendo a punto un nuovo esperimento per testare una delle predizioni della teoria. Per la fine del decennio, avremo così un elemento chiave per capire se la fisica delle stringhe è una idea assurda o piuttosto descrive una realtà assurda. Inutile dire che ora il gioco si fa duro, ma
grazie all’utilizzo delle trovate grafiche e degli esempi chiarificanti di Greene & Co., riusciamo quasi a concepire un universo altro da quello percepito con i nostri sensi.

13th October
2009
written by Il Figlio

Carl Sagan (New York, 9 novembre 1934 – Seattle, 20 dicembre 1996) è stato uno dei più famosi astronomi del XX secolo, oltre ad essere stato un astrochimico, un grande divulgatore di astronomia, astrofisica ed altre scienze naturali, e uno scrittore di fantascienza. È stato anche uno dei fondatori del Progetto SETI per la ricerca delle intelligenze extraterrestri.

I Dogon ed il mito della Stella Nera

In un interessante passaggio del libro intitolato “Cometa” scritto insieme a sua moglie Ann Druyan e pubblicato nel 1985, durante la loro discussione sull’estinzione periodica sulla Terra e se questo potrebbe trovare una causalità astronomica, loro giunsero all’idea della Stella scura (ossia: la nana bruna), un corpo che loro chiamarono ‘the Death Star’ (la Stella della Morte). A tal proposito, scrisse Carl Sagan: “La maggior parte delle stelle nel cielo appartengono a sistemi stellari binari o multipli. In un tipico sistema binario, due stelle separate da molte Unità Astronomiche stanno facendo un grandioso fandango gravitazionale. Spesso le stelle sono più estesamente separate. In alcunidegli esempi noi vediamo due stelle gravitazionalmente al confine l’una dell’altra, ma separate da 10,000 U.A.
Almeno il 15% delle stelle nel cielo sembrano avere una stella compagna a questa distanza. Il sistema stellare più vicino al Sole – l’Alfa Centauri, distante 4.3 anni luce – è una stella doppia con un terzo sole, un compagno fioco e distante chiamato Proxima Centauri, a 10,000 U.A. dalle due brillanti stelle. Spesso la stella compagna è molto debole, suggerendo che ci possono essere ancora molte stelle binarie estesamente separate e inesplorate. È possibile che la maggior parte delle stelle nella Galassia sono così fioche che gli astronomi le chiamano nane brune o nere. È probabile che la maggior parte delle distanti stelle compagne sia di questo genere. Il sistema solare sembra essere un’eccezione. Noi non conosciamo alcun compagno del Sole. Ma se noi non fossimo un’eccezione, se il Sole avesse una stella invisibile in un’orbita molto specifica, allora il meccanismo di estinzione sarebbe nuovamente capito” (C. Sagan & A. Druyan “Comet” p 300-306 – Headline 1985).

Sagan e Druyan, quindi, continuano a descrivere come una tale ‘invisibile’ stella possa avere un’orbita ellittica che occasionalmente spinge le comete nella nube di Oort e invia una doccia mortale di comete nella nostra orbita. La loro astratta nana bruna orbita ellissoidalmente approssimativamente a 1.4 anni luce, venendo ad una posizione di perielio di 10,000 unità astronomiche. Più interessante, loro continuano a considerare come la nana bruna potrebbe essere la base di una ‘primitiva’ mitologia, creando un mito della compagna oscura del Sole.
Carl Sagan sembra avere considerato la teoria della Stella scura nel 1985. Ancora, come noi abbiamo visto, questo argomento è deriso come sciocchezza estremamente speculativa. La reputazione di Sagan e l’abilità come un comunicatore di conoscenza scientifica sono secondo a nessuno. Come già detto, lui fù uno dei più famosi astronomi del XX secolo, oltre ad essere stato un astrochimico, un grande divulgatore di astronomia, astrofisica ed altre scienze naturali. Lui godè di ottima capacità speculativa e gli servì solamente a migliorare la sua posizione agli occhi del pubblico. Lui era disposto a dire quello che altri solamente pensavano, e la sua morte costituisce una grande sentita perdita.
L’inclusione di questo argomento nel libro venne difeso da Sagan in questo modo: “Un sole invisibile che attacca la Terra con comete suona come inganno o, al meglio, come mito. Ma la teoria è seria e rispettabile, anche se estremamente speculativo, perché l’idea principale è verificabile: scienza trova la stella ed esamina le sue proprietà orbitali.”
La speculazione su Pianeta X, o una nana bruna nella nube di Oort, ed il suo collegamento con mito antico, è un’ipotesi verificabile e dovrebbe essere considerata scientifica. Purtroppo, la maggior parte del mondo scientifico non la pensa allo stesso modo. Senza alcun dubbio il dr. Sagan era avanti rispetto ai suoi tempi.

Massimogliano

Altre fonti